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mercoledì 7 dicembre 2016

Con la Breton Eagle: “Abbiamo cambiato passo”

L'arrivo di una Breton Eagle nella officina della SCA di Gessate (MI), non solo ha risolto numerosi problemi di carattere operativo, ma ha permesso di approcciare settori e materiali che fino a ieri erano preclusi. (Articolo tratto da Meccanica&Automazione)

Chi è SCA
Fondata quasi mezzo secolo fa (era il 1970) come azienda per la realizzazione di modelli per fonderia, SCA è ormai alla terza generazione imprenditoriale e per certi versi alla terza rivoluzione (ma sarebbe più corretto parlare di evoluzione consapevole) della propria attività.
Il 1970, anno di fondazione, ad avviare la attività fu Domenico Scalzo il cui nipote oggi guida insieme ai genitori l'azienda di famiglia.

La Breton Eagle di SCA 
Come per tutte le aziende nate in quegli anni, l'inizio fu in uno spazio piccolo in cui ci si adoperava in attività dedicate a ogni settore industriale. Dai modelli per teste di moto a quelli di lampade di arredamento fino ai primi pezzi dedicati al mondo della industria italiana dell'imbottigliamento.
Fu proprio uno di questi clienti a determinare la prima importante svolta della SCA. Infatti con questo cliente che ancora oggi è un punto di riferimento iniziò un vero e proprio viaggio nel mondo dell'automazione industriale che portò passo dopo passo a crescere tecnologicamente, diventando un fornitore di parti di impianti per il mondo dell'imbottigliamento (sia di bottiglie sia di flaconi).






Accanto però al mondo dell'imbottigliamento alla SCA non si sono lasciati trascinare dalla vita facile e però rischiosa dell'essere fornitori di un solo cliente e nel corso degli anni sono state tenute in vita o sviluppate diverse opportunità che venivano da comparti industriali anche molti diversi da quello delle macchine automatiche che avevano portato a mettere gradualmente da parte l'esperienza del mondo della modellistica per fonderia.



Competere in molti settori
Un cambiamento che ha portato SCA ad essere una realtà presente in molti comparti industriali, particolarmente in quelli in cui c'è necessità di saper operare su materiali differenti con livelli di precisione elevata e grande elasticità operativa.


Industria alimentare, industria chimica, farmaceutica e cosmetica, industria nautica e aeronautica, ma anche realizzazione di sagome di grandi dimensioni per scenografie particolari. Il tutto operando su materiali differenti fra loro. Non è quindi un caso che alla SCA si possano trovare macchine impegnate nella lavorazione di materie plastiche o metalliche ma, anche se raramente, legno.

Una varietà di applicazioni che comunque richiede per ogni tipologia di materiale macchinari specifici e comunque in grado di realizzare al meglio il proprio lavoro.



“Nel comparto della lavorazione dei metalli e delle leghe – ci spiega Alessio Restelligià diversi anni addietro avevamo deciso di investire cifre importanti. Così ci eravamo attrezzati con un centro di lavoro di grandi dimensioni per poter eseguire lavorazioni specifiche su alluminio e leghe leggere.

Purtroppo però la macchina che venne individuata si rivelò poi del tutto inadatta a ciò che avevamo in programma di lavorare. Avevamo necessità di un centro di lavoro di grandi dimensioni operative, capace di operare su materiali differenti e che ci permettesse di dormire sonni tranquilli.

Avevamo necessità di non incappare più in problemi. Anche perché il desiderio di crescere verso nuovi comparti di lavoro e verso nuovi strumenti operativi era davvero forte e sentito”.


La risposta a queste necessità SCA la trova andando a fare analisi, verifiche e cercando di informarsi sulle singole realtà e sui singoli prodotti che venivano proposti.

“Le nostre esigenze e le risposte che cercavamo sembravano davvero soddisfatte dalle macchine costruite da Breton che, avendo esperienza di decenni con materiali di diversa natura, dalla pietra ai metalli, ci pareva potesse dare una risposta adeguata ai nostri desideri e soprattutto mettere a riposo le nostre ansie. Iniziò così una trattativa che ebbe il momento più incoraggiante quando andammo a visitare l'azienda in provincia di Treviso. Un esempio di razionalità e efficienza organizzativa.”

Breton Eagle




Alla fine la scelta cadde su una Eagle della Breton, macchina a traversa mobile con un'area di lavoro importante: 4200 mm di X 3000 mm di Y e 1500 di Z. A queste caratteristiche fu poi chiesto di poter aggiungere un tornio separato per potere effettuare lavorazioni su pezzi lunghi fino a due metri, utilizzando la testa della Eagle come strumento di tornio-fresatura.

La nostra Eagle – ci spiega ancora Restelli – non solo è una macchina che funziona benissimo e che realizza pezzi di grande qualità e precisione dimensionale. È anche una esperienza felice con gli uomini della Breton che ci seguono. Non solo precisione e tempi sempre rispettati, ma anche la nascita di un rapporto di collaborazione vera e basata sulla reciproca ricerca della migliore soluzione".


"È vero che stiamo parlando di un oggetto di valore elevato, ma il livello di cura e assistenza che abbiamo ricevuto è davvero eccezionale. Gli uomini della Breton si sono rivelati molto più che semplici tecnici. In qualche caso abbiamo sviluppato con loro un rapporto che si avvicina all'amicizia. Sono stati capaci di farsi percepire come parte integrante della nostra squadra e questo non è affatto secondario. È fondamentale per chi fa il nostro lavoro avere a disposizione un partner che ti permetta di concentrarti sul tuo impegno dimenticando che la macchina che usi si può rompere, avere dei problemi o non garantirti la qualità che cerchi. Per noi lasciare da parte i problemi per concentrarci sul lavoro è certezza di serenità operativa. Che è ciò di cui abbiamo bisogno come l'aria per respirare”.

Breton Eagle, gamma per resine, compositi e leghe


Eagle è una vera e propria gamma di centri di lavoro a portale con traversa mobile, dedicati al mondo dei materiali compositi delle resine e dell’alluminio. È ideale per eseguire con velocità e precisione lavorazioni di fresatura in 5 assi e sulle 5 facce del pezzo in un unico set up.
Le varie configurazioni della macchine per la lavorazione dei compositi EAGLE consentono di eseguire anche le lavorazioni più impegnative con la massima flessibilità ed efficienza operativa con campi di lavoro che vanno da 2.000x2.500x1.000 mm fino a 10.500x5.000x2.500 mm ed oltre.



Massima flessibilità produttiva grazie alla possibilità di configurare l’area di lavoro ottimizzandola sia per lavorazioni di pezzi singoli sia per lavorazione di pezzi in pendolare. Anche l'aspetto operativo è facilitato dall'ottima visibilità del campo di lavoro e dal doppio accesso anteriore e posteriore che favorisce le operazioni di carico e scarico, set-up dell’attrezzatura e controllo in lavorazione.

Per saperne di più sui centri di lavoro a 5 assi Breton, ed in particolare sulla gamma Eagle, scrivi a mail@breton.it.

giovedì 27 ottobre 2016

Il centro di lavoro a 5 assi del mese: Breton Eagle



Ad alta velocità, sviluppato per rispondere alle esigenze delle officine che affrontano materiali quali resine, compositi, alluminio e carbonio, il tutto garantendo precisione dimensionale. (Articolo tratto da Tecnologie Meccaniche)

Breton Eagle
Nella propria storia di costruttore di macchine utensili, Breton si è sempre distinta per la cura e la qualità nella progettazione e produzione di soluzioni per l’asportazione di truciolo metallico. 

L’alta precisione, unita a potenze e coppie adeguate per lavorare i nuovi materiali, è stata uno dei cavalli di battaglia dell’azienda di Castello di Godego (TV) per soddisfare le necessità di settori quali l’aerospace, l’automotive e quello degli stampi.
Breton Matrix 100 Dynamic

Per ottenere i migliori risultati ha progettato modelli come i centri di lavoro Matrix, usati anche per gestire materiali più leggeri (alluminio, resine e compositi), dove sono comunque richieste precisioni piuttosto spinte e performance di asportazione di buon livello.


Matrix è però un modello che può risultare in alcuni casi sovradimensionato in termini di potenze e precisioni rispetto alle reali necessità di questi settori e, come sappiamo, gli utilizzatori tendono a preferire soluzioni perfettamente aderenti alle proprie necessità.
Il mercato molto spesso offre soluzioni meno performanti e con precisioni volumetriche inadeguate. Eagle è la soluzione Breton per queste aspettative.

Un nuovo settore applicativo
Breton Eagle, la macchina del mese per Tecnologie Meccaniche

Breton ha deciso di realizzare un prodotto che non fosse in diretta concorrenza con altri costruttori, né ovviamente con alcune delle macchine che già stava realizzando, bensì inserendosi in una nicchia che necessita di buona precisione senza richiedere grandi investimenti.

Non tutti i clienti possono infatti permettersi (o ne hanno la necessità) una macchina che presenti potenze o precisioni estremamente elevate: per questo si è resa sempre più evidente la necessità di offrire un prodotto che andasse incontro a questa esigenza, tipica di chi si occupa della costruzione di stampi su alluminio o di modelleria su resina, carbonio o compositi, il tutto con una precisione non spinta ma comunque superiore a quella ottenibile con macchine di fascia bassa.

Eagle è quindi un centro di lavoro ad alta velocità a 5 assi per la fresatura, la foratura e la rifilatura di componenti di medie e grandi dimensioni realizzati in composito, strutture sandwich, leghe leggere, resine e materiali plastici, il tutto con una buona precisione dimensionale.




Si tratta di una macchina concettualmente più semplice ed economica di una Matrix, ma nello stesso tempo capace di garantire una precisione superiore a quanto disponibile nel settore della lavorazione dei materiali leggeri.


Eagle nasce sulla base della filosofia produttiva che da sempre contraddistingue le macchine Breton: mandrino verticale, viti a ricircolo di sfere di alta qualità, motorizzazione degli assi con recupero dei giochi per assicurare le precisioni volute, strutture termosimmetriche, testa a forcella simmetrica, elettromandrini raffreddati ad alte prestazioni.


Dal punto di vista economico, Eagle richiede un investimento decisamente inferiore rispetto all’acquisto di una Matrix (circa il 30% in meno, variabile a seconda della configurazione). Questo valore è considerevole su una singola macchina, ma spesso gli utilizzatori necessitano di più centri di lavoro dedicati a queste operazioni: dunque la convenienza economica diventa ancora più evidente.

Costruzione modulare


Eagle porta con sé la logica costruttiva degli altri modelli Breton: si tratta infatti di una macchina gantry su spalle alte, con asse verticale bilanciato e che usa teste a struttura simmetrica in modo che le dilatazioni termiche siano sempre regolari.


Non tutte le officine sono dotate di impianti di climatizzazione, e il design termosimmetrico consente di ridurre le deformazioni strutturali e di renderle facilmente correggibili via software. Naturalmente i punti nei quali viene generato il calore (come la testa, l’asse A e l’elettromandrino) sono raffreddati attraverso l’impiego di un apposito chiller, al fine di ridurre il passaggio del calore ad altri punti della struttura.

Come buona parte delle macchine prodotte da Breton, anche Eagle presenta un’elevata modularità di progetto.
È realizzata interamente in acciaio elettrosaldato ed è dimensionata tramite analisi agli elementi finiti per ridurre le vibrazioni e limitare le torsioni; questa scelta consente di venire incontro alla richiesta di modularità dimensionale imposta dagli utilizzatori della macchina, permettendo a Breton di personalizzare facilmente il prodotto standard per soddisfare le richieste del mercato.


La macchina è azionata tramite motori brushless; la trave per lo spostamento del gantry è di tipo a cremagliera con due motori e relativi pignoni con recupero dei giochi che, grazie alla modularità della soluzione a cremagliera, assicura corse da 2 m in su. In Y, a seconda del modello scelto, si parte da 2,5 m di corsa per salire fino a 5 m. La corsa dell’asse Z, infine, è pari a 1 m per il modello più compatto e arriva a 2,5 m per quello più grande.




La struttura snella consente inoltre di raggiungere velocità e accelerazioni significative: 70 m/min in X e Y, 50 m/min in Z (tutti gli assi lineari sono dotati di encoder) con accelerazioni fino a 4 m/s2, 12 giri/min sull’asse A e 19 sull’asse C.

Gli elettromandrini sono in parte ereditati dalla Matrix, mentre altri sono sviluppati appositamente per rispondere alle necessità specifiche degli utenti di questa tipologia di macchina. Il modello entry level, di costruzione Breton, offre una coppia di 52 Nm, 16.000 giri/min, 25 kW di potenza ed è lubrificato a grasso: si tratta di una scelta dettata proprio dal tipico ambito applicativo, ovvero l’aerospace, dove è tassativamente vietata la perdita di lubrificante su particolari in composito o carbonio.

In alternativa, sono disponibili altri mandrini sviluppati in codesign con i partner di Breton che offrono fino a 40 kW e la lubrificazione aria/olio.

La testa di lavorazione è stata sviluppata affinché garantisse le precisioni e le prestazioni richieste da questa tipologia di settori applicativi: una soluzione compatta ad azionamento meccanico per permettere di ottenere le prestazioni volute senza impiegare i direct drive – più costosi – e con pivot ridotti in modo da poter penetrare meglio all’interno dei pezzi e poter effettuare tutte le operazioni richieste.


È un blocco in fusione di ghisa, una soluzione efficiente per lo smorzamento delle vibrazioni direttamente dove queste si generano, è dotata di freni di stazionamento per lavorare in 3+2 ad assi bloccati e assicurare la massima rigidezza anche con asportazioni impegnative.

La macchina ha ottenuto un riscontro positivo dalle modellerie che realizzano stampi rotazionali, che tipicamente eseguono forti asportazioni su alluminio. Medesimo discorso per le modellerie che realizzano particolari in scala in Ureol, prodotti in resina e altri componenti per la prototipazione.

Potenza e controllo


Un dettaglio legato alla lavorazione dei materiali compositi è la presenza, talvolta, di inserti filettati da forare o piccole lamine in titanio all’interno della struttura: altre soluzioni sul mercato non sono in grado di affrontare queste lavorazioni che, quindi, vengono effettuate manualmente da un operatore, con i problemi legati alla precisione e alla produttività che ciò comporta.


Al contrario, Eagle permette di affrontare anche quei pezzi che includono composito, alluminio e inserti vari, completando l’operazione direttamente in macchina.
Nel settore dell’aerospace civile, Eagle si rivela ideale per tutto il macchinato in alluminio strutturale, le strutture di arredamento, i pannelli con struttura a nido d’ape, le fibre aramidiche, l’alluminio e i compositi che vanno forati e svasati.


Ovviamente Eagle è in grado di lavorare anche i materiali più tenaci, tenendo conto del fatto che le sue prestazioni saranno inferiori rispetto a quelle ottenibili ad esempio con una Matrix. La scelta sarà dettata quindi sulla base della predominanza delle lavorazioni da effettuare e dei materiali da affrontare.

Gli accessori

Testina di taglio ad ultrasuoni

Oltre agli optional più tradizionali, come telecamere di controllo dell’area di lavoro e magazzini utensili di diverse capacità, Breton ha pensato a una serie di accessori dedicati agli ambiti applicativi specifici ai quali Eagle è destinata.


Per la lavorazione dei compositi, è stata ideata una testina di taglio a ultrasuoni che può essere gestita come un comune utensile (infatti viene alloggiata nel magazzino) che evita di strappare o scheggiare il pezzo.


Sempre per i compositi e i particolari in carbonio è stata creata una testina di controllo svasatura gestita in automatico attraverso semplici maschere nel controllo numerico, che consente di effettuare la verifica della reale posizione del foro sul pezzo prima di effettuare la svasatura: questa procedura si rivela indispensabile ad esempio con i portelloni in carbonio degli aerei perché la geometria dello stampato in carbonio difficilmente combacia esattamente con il modello Cad.


Il sistema effettua quindi un controllo per stabilire la reale posizione dei fori sul pezzo (tramite tastatore fisico o laser) in tre punti per stabilirne le esatte coordinate prima di fare la svasatura. Rispetto a un ciclo di tastatura si riducono notevolmente i tempi e, quindi, i costi.



I controlli numerici installabili sulla Eagle sono i modelli Siemens 840D sl e Heidenhain 640 iTNC, entrambi in versione full optional per quanto riguarda la dotazione software. Su richiesta dei clienti, inoltre, è possibile sviluppare applicazioni, cicli e interfacce specifiche che “girano” sul controllo numerico per migliorare l’utilizzo della macchina.

È previsto infine un accessorio con un 6° asse orizzontale di posizionamento, per effettuare quelle lavorazioni di rivoluzione che richiedono un posizionamento particolare dei pezzi e un’accessibilità totale in ogni condizioni.

Sicura e produttiva

Potendo lavorare sia a secco che con lubrorefrigerante, sarà l’utilizzatore a scegliere sulla base dell’impiego che ne farà: Breton ha previsto l’impiego di nastri evacuatori, sistemi di aspirazione o entrambi. In presenza di materiali accoppiati, dove è necessario effettuare fresature sul carbonio e successivamente filettature sugli inserti in alluminio, si potranno gestire le polveri di carbonio con il sistema di aspirazione e i trucioli in alluminio con i nastri evacuatori.

L’impegno di Breton nel soddisfare la normativa Atex è massimo: quando si parla di sicurezza, in particolare con impianti industriali, nessuno vuole incorrere in problemi o “sorprese”.

La macchina è perciò completamente chiusa con soffietti a cielo per evitare la dispersione di polveri all’interno degli ambienti di lavoro e presenta sistemi di aspirazione a bordo tavola e sul naso mandrino.
In fase di lavorazione di grafite, la cui polvere è estremamente aggressiva sia sulle parti meccaniche, sia su quelle elettriche, Breton offre cabine IP65 per i quadri elettrici o, in alternativa, posizionati a opportuna distanza dal punto in cui le polveri vengono generate.




Vuoi saperne di più sulla Breton Eagle? Per INFO e richieste su questo centro di lavoro a 5 assi scrivi ora a mail@breton.it.

martedì 18 ottobre 2016

Innovazione in fiera, l'intervista a Claudio Saurin di Breton Spa alla BI-MU

Come muoversi in un settore estremamente concorrenziale come quello delle macchine utensili?

Claudio Saurin e Valentina Vaccari

Claudio Saurin, direttore R&D di Breton, intervistato da 4industry ha spiegato come l'azienda sta lavorando in particolare nell'implementazione di nuove tecniche di lavorazione delle materie prime, e anche nella riorganizzazione aziendale, con metodologie lean e agile.


Breton da qualche anno sta implementando un modello organizzativo atto a favorire l'innovazione, in tutte le sue business unit.

Nell'intervista, girata durante la fiera BI-MU 2016 di Milano, potrete scoprire come Breton si sta muovendo.

Tra i punti affrontati:

  • L'evoluzione del settore, in particolare quello aeronautico.
  • Analisi dinamica.
  • Lo sviluppo dei prodotti con metodologia agile.
  • La User Experience.



Per restare aggiornati su Breton iscrivetevi al nostro canale YouTube >>

Se siete interessati ad un centro di lavoro a 5 assi e volete maggiori informazioni scriveteci a mail@breton.it.

giovedì 13 ottobre 2016

Breton su Rai 1 a Petrolio

Stasera alle 23.20 all'interno del programma Petrolio, su Rai 1, andrà in onda uno speciale su Breton.

INDUSTRY 4.0
La puntata, dedicata alla quarta rivoluzione industriale, indagherà l'impresa del futuro, dove macchine intelligenti e interconnesse lavorano gomito a gomito con gli operai: un nuovo modello produttivo basato su ricerca, innovazione e digitalizzazione dei processi.




Breton è stata presa come esempio di questa nuova sfida del mondo del lavoro.

PETROLIO
La missione editoriale di Petrolio, come recita il sito stesso della trasmissione, è "trovare e capire quali siano le formule del successo attraverso storie emblematiche, in Italia e nel Mondo".

http://www.petrolio.rai.it/dl/portali/site/news/ContentItem-1e952d7c-452d-4d8c-8e39-baf8e0d903e5.html
Clicca nell'immagine per leggere le anteprime sulla puntata

Nei giorni scorsi una troupe di Rai 1 ha visitato l'headquarter dell'azienda di Castello di Godego, girando immagini nei vari reparti produttivi e intervistando dirigenti e dipendenti.
https://www.google.it/maps/@45.6866341,11.8823312,3a,75y,223.21h,85.09t/data=!3m7!1e1!3m5!1sxqc7QQGmggAAAAQo8TamXw!2e0!3e2!7i13312!8i6656
Clicca nell'immagine e visita Breton




La puntata, intitolata (R)evolution 4.0, presentata da Duilio Gianmaria, andrà in onda giovedì 13 ottobre alle 23.20 su Rai 1.

Ampio risalto alla notizia è stato dato anche in alcune testate locali come La Tribuna di Treviso e Oggi Treviso.
 
Non vi resta che incollarvi davanti al teleschermo e scoprire lo speciale su Breton.
Per maggiori informazioni scrivete a mail@breton.it.

martedì 20 settembre 2016

Anteprima mondiale Breton alla Bi-Mu: Ultrix 1200 EVO

Arriva in Bi-Mu la nuova Ultrix 1200 EVO di Breton, centro di lavoro gantry a cinque assi che garantisce un ampio campo di lavoro pur garantendo un ridotto spazio di installazione, senza rinunciare a dinamiche da macchina compatta. (Articolo di Marco Torre tratto da M&A Meccanica e Automazione).



Fa  la sua apparizione ufficiale in pubblico per la prima volta la Ultrix 1200 EVO di Breton, macchina multitasking a elevate prestazioni caratterizzata da una funzionalità a cinque assi interpolati e pensata per garantire le massime prestazioni sia in fresatura sia in tornitura nelle lavorazioni pesanti e su materiali difficili quali leghe speciali, leghe leggere, e compositi.
Breton Ultrix 1200






Ultrix 1200 EVO è realizzata per la lavorazione di forme 3D che necessitano fresatura, foratura, tornitura, filettatura. Operazioni che ne fanno un prodotto adatto a molti comparti: dall'industria aerospaziale, alla produzione di stampi e alla meccanica generale.

Il vantaggio sta molto anche nel fatto che questa macchina permette di realizzare pezzi completi riducendo al minimo le necessità di configurazioni e piazzamenti differenti, garantendo così una qualità e una precisione decisamente superiore alla media.

La struttura della macchina, notevolmente massiccia, vede un basamento su cui sono fissate le guide per il movimento del ponte, mentre il magazzino automatico è stato previsto in una cavità pensata appositamente e realizzata sulla spalla sinistra.


Metalquartz ®

Come tradizione di Breton il materiale utilizzato per la struttura è il Metalquartz ®, una resina a matrice polimerica che riempie la struttura elettro-saldata dandole una rigidità impressionante ed una capacità di assorbimento delle vibrazioni senza uguali.

La traduzione di queste caratteristiche si ritrova poi nella qualità di lavorazione superiore alla media con livelli di finitura molto elevati ed una durata degli utensili superiore a quanto un utilizzatore di macchine utensili possa immaginare.

Gantry

Il gantry è realizzato in acciaio elettro-saldato normalizzato, ed è installato sulla sommità delle spalle lungo le quali si muove grazie a guide a rulli di alta precisione.

Ad azionare il movimento provvedono due motori brushless digitali a corrente alternata. Il posizionamento della trave è rilevato da righe ottiche lineari con risoluzione micrometrica, sistemate su entrambi i lati.

RAM

Il RAM è ancorato alla trave nella parte anteriore ed è a sua volta realizzata in acciaio normalizzato. Lo scorrimento del RAM sulla trave è azionato da un sistema a sfere e vite con una doppia chiocciola precaricata.

Il tutto alimentato da un motore brushless. Anche qui la precisione è garantita da righe ottiche Heidenein con risoluzione micrometrica.

Sulla parte inferiore del RAM vicino all’elettromandrino è posto un sensore accelerometro triassiale che è molto utile per controllare il bilanciamento dell'utensile durante la lavorazione.

Questo sistema molto preciso, con la sua suite software per fissare le soglie di monitoraggio e di intervento, riduce eventuali danni in caso di urto accidentale, anche durante le operazioni manuali.

Tavola rotante

La tavola rotante è inclinabile da -120° a +120° e fornisce il 4° e 5° asse. La struttura supporta un motore direct drive con la funzione di asse C che può essere usato come 5° asse di alta precisione e alta velocità per le operazioni di tornitura.


Quasi superfluo ricordare che ogni unità o cuscinetto è completamente stabilizzato in temperatura da un refrigeratore dedicato e controllato da encoder diretti ad alta risoluzione.

Punti distintivi della Ultrix 1200 EVO:



• Minor utilizzo dello spazio a terra (corse 1700x1600x1000).

Agevole accesso dell’operatore alla tavola di lavoro grazie all’ampia apertura delle porte frontali.

Barra di tornitura dedicata come da tradizione sulla gamma Breton ULTRIX.





• Gestione accessori (testine aggiuntive, utensili speciali, teste di tornitura con rinvio) nel magazzino dedicato interno alla macchina, con cambio utensile automatico.



Tavola tiltante disponibile con motorizzazione Asse A doppio Direct Drive o con Dual Drive con recupero di gioco con coppia max fino a 9000Nm.

Tavola di fresarura/tonitura con coppie da 2000 a 5000Nm, velocita max 450rpm.

• Disponibile la versione HD Heavy Duty con elettromandrino di fresatura con coppie fino 900Nm e velocità massima 14000rpm. Questa soluzione permette notevoli operazioni di sgrossatura e un’ottima finitura dei pezzi grazie all’elevato numero di giri, senza cambiare centro di lavoro.

• Strutture simmetriche per ridurre al minimo l’impatto delle dilatazioni termiche.

• Basamento riempito con il Metalquartz® Breton che garantisce smorzamento delle vibrazioni e stabilita termica.


Nell'intervista qui di seguito, Alessandro Verduci (Sales Manager di Breton), intervistato dal tg BIMU curato da Tecnologie Meccaniche, riassume tutte le caratteristiche della nuova 5 assi Breton.




Chi fosse interessato a ricevere più INFO e/o un'offerta relativa al nuovo centro di lavoro Breton Ultrix 1200 EVO deve scrivere ora a mail@breton.it.

Vi risponderemo in brevissimo tempo.

Grazie per l'attenzione.

mercoledì 1 giugno 2016

La soluzione per le industrie automotive: Breton Matrix 1000 DYNAMIC


La costante attenzione all’innovazione e alla tecnologia ha reso Breton una delle aziende leader sul mercato nella produzione di centri di lavoro verticali ad alta velocità per il settore automotive.

La gamma di centri di lavoro Breton è riconosciuta in tutto il mondo per la tecnologia di qualità superiore e le ottime performance in fase di produzione. Soluzioni innovative che forniscono uin'ineguagliabile qualità di prodotti e servizi per ciascun cliente.



Il centro di lavoro con struttura a portale con traversa mobile Matrix 1000 DYNAMIC è stato progettato e costruito per rispondere alle esigenze di lavorazione ad alta velocità per le applicazioni automotive.


Breton Matrix 1000 Dynamic
PEZZI DI GRANDI DIMENSIONI
Concepita per la fresatura di particolari di grandi dimensioni aventi forma complessa, grazie alle sue proprietà dinamiche e di rigidità riesce a lavorare diversi tipi di pezzi alla più alta velocità possibile con eccellente capacità di asportazione (video in lingua inglese).






La velocità degli assi lineari che arriva a 60m/min, la testa motorizzata Direct Drive con velocità di rotazione fino a 100 RPM e l'asse C a rotazione continua, offrono capacità eccezionali per la profilatura di pezzi complessi a 5 assi continui assicurando e garantendo la massima precisione di lavorazione.




ACCIAIO, ALLUMINIO, RESINE, COMPOSITI
La testa rotativa Direct Drive può essere posizionata in ogni angolo grazie ai potenti freni idraulici, usando mandrini fino a 40 kW, con 89 o 137 Nm di coppia, e velocità di rotazione fino a 28.000RPM.





Le differenti configurazioni della Matrix 1000 Dynamic (Z=1,000, X = 2,200, Y from 2,500mm to 4,000mm) rendono la macchina perfetta per le lavorazioni di particolari di medie e grandi dimensioni in acciaio, alluminio, resina e materiali compositi.


Varie soluzioni in grado di soddisfare ogni necessità, conformi ai più alti standard di innovazione e qualità. Leggete il catalogo:


Per INFO e richieste riguardanti il centro di lavoro a 5 assi Matrix 1000 DYNAMIC scrivete ora
mail@breton.it.

giovedì 26 maggio 2016

I big hanno scelto i centri di lavoro verticali Breton

Sono molte le aziende che hanno deciso di acquistare i centri di lavoro a 5 assi Breton. La machine tool division dell’azienda, in costante crescita, sta soddisfando alcune tra le industrie aerospace più importanti e prestigiose del mondo.

Si stanno imponendo nel mercato per tanti motivi: in primis per essere performanti e ideali per materiali e pezzi specifici di alluminio, acciaio o titanio. Sono i centri di lavoro ad alta velocità Breton, la soluzione high-tech scelta da prestigiose aziende aerospace di fama mondiale per ridurre i tempi e migliorare la qualità delle proprie lavorazioni.

Queste aziende hanno acquistato centri di lavoro verticali Breton:

Di seguito una panoramica con le diverse tipologie di componenti prodotti grazie alle macchine utensili Breton.



Lavorazioni ad asportazione del truciolo di componenti strutturali e motori di aerei, elicotteri, satelliti, sia parti rotanti che parti statiche, realizzate in materiale che vanno dal titanio al carbonio.




GRANDI DIMENSIONI
Asportazione pesante, fresatura ad alta velocità anche su pezzi di grandi dimensioni. Alta precisione garantita a cinque assi continui e interpolati che possono spingere a realizzare geometrie complesse, tipiche del settore aeronautico. 
Struttura motore aereo, da Wikipedia

BLISK E IMPELLER
Tra le produzioni più comuni in ambito aeronautico quella di diversi tipi di blisk sfruttando i 5 assi continui, impeller per l'avviamento dei motori degli aeromobili, o i Case dove sono contenuti i blisk e gli impeller. Tornitura, per il disco, e fresatura, per le palette, ad alta precisione sulla singola macchina.



AUTOMAZIONE
Il caricamento del pezzo nelle macchine Breton può avvenire con cambio pallet automatico per la maggiore produttività e flessibilità nella produzione di tutti i giorni, con un peso del carico per ciascun pallet fino a 2000 kg dinamici e 2500 kg statici, ad esempio nelle Xceeder.


Mentre la massima dimensione tornibile, in questo caso nelle Ultrix, altro centro di lavoro particolarmente indicato per il settore aerospace, è di 800 mm (Ultrix 800 RT), 1000 mm (Ultrix 1000 RT) o 1500 mm (Ultrix 1200 RT).
Sono diverse le soluzioni possibili. Come quella installata sulla Breton Maxima: uno speciale sistema di cambio pallet per la tornitura, con pallet tondi (diametro 1600 mm) per rotazioni a 350 giri/min di velocità alla massima precisione.



Si può operare in pendolare. A titolo esemplificativo Alenia-Aermacchi con la sua Breton Flymill, serie particolarmente indicata per il settore aerospace, lavora varie tipologie di componenti di motori e strutturali.



Piaggio Aerospace ha scelto ben 6 centri di lavoro Ultrix, con cambio pallet e una particolare ergonomia adatta agli operatori per l'accessibilità al pezzo. La società indiana Hindustan Aeronautics Limited (HAL)ha una Flymill con doppia trave, doppio carro e doppia testadue macchine in una; un pendolare ancora più sofisticato dove è possibile lavorare contemporaneamente da una parte e dall'altra, pezzi diversi oppure lo stesso pezzo, riducendo sensibilmente i tempi di produzione.



TAI (Turkish Aerospace Industries) invece, ha scelto 3 Flymill con cambio automatico della tavola mobile, nel video potete vederle in azione.



Anche le nuove Matrix possono essere personalizzate, c'è chi ad esempio ha optato per una versione K80 con corse X= 8.000.
Per la riduzione di costi e tempi Breton fornisce ai clienti centri di lavoro sempre più automatizzati e non presidiati che collegano più pallet e sistemi di trasferimento FMS (flexible manufacturing system).

COMPOSITI
I centri di lavoro Eagle e Raptor sono stati scelti da chi aveva la necessità di lavorare in particolare compositi, resine, diverse fibre per strutture aeronautiche leggere e non solo.


Guardate ad esempio la testa di taglio ad ultrasuoni con un pannello sandwich honeycomb, componente strutturale di un aeromobile in composito. Accessorio che Breton ha messo a punto per il taglio a ultrasuoni, una tecnologia già utilizzata da diversi clienti di Breton, uno dei quali è TAI, ideale per la lavorazione dei materiali core in honeycomb sia aramidici che in alluminio, per componenti strutturali che richiedono sempre più leggerezza associata alla rigidità.



Nel video qui sotto, girato alla fiera Jec World di Parigi c'è all'opera una Eagle 1400 in azione sia con una testina ad ultrasuoni che con una testa per eseguire svasature, la quale realizza le forature nella porta di un aereo grazie a 3 trasduttori attorno all'utensile di foratura, senza bisogno di speciali programmazioni. I trasduttori entrano in contatto con la superficie in carbonio e ne individuano la reale posizione nello spazio compensando direttamente la direzione perpendicolare alla superficie e misurando l'esatta profondità di svasatura.

Una soluzione unica, già adottata da vari produttori di aerostrutture, tra i quali Sonaca, che ora offrono componenti più precisi in tempi molto più rapidi.




PRESTAZIONI
Stanno riscontrando grande interesse le straordinarie prestazioni di asportazione truciolo della Matrix 1000/K60 Dynamic: fino a 11000 cm3/min, potenza coppia in S1, con elettromandrino dotato di una potenza di 70kW capace di girare a 28.000 giri al minuto. Un centro di lavoro già scelto da Merletti Aerospace e Halgand con grande potenza, molta coppia e tanti giri in un singolo mandrino, per affrontare lavorazioni come la sgrossatura e finitura di alluminio.



I centri di lavoro Breton sono scelti oltre che per la loro precisione, affidabilità, anche per essere tailor-made.

Se pensate che possano essere ideali per le vostre lavorazioni scriveteci a mail@breton.it .

Vi risponderemo in brevissimo tempo.

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